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Blockchain per la Supply Chain

18 settembre 2018
Tags: Blockchain

Che ci si occupi di Fintech e del modo in cui ha rivoluzionato il metodo di fare banca, o che ci si occupi di come le aziende possano offrire servizi più efficienti e trasparenti, la tecnologia blockchain rappresenta sicuramente un argomento di estremo interesse ed una applicazione di indubbio potenziale.

A causa della complessità intrinseca della materia e della scarsa diffusione di materiale tecnico in lingua italiana,  circolano molte informazioni imprecise sia tra il pubblico comune, sia tra gli esperti del settore; tali approssimazioni coinvolgono sia il mero funzionamento della tecnologia sia i motivi della sua smisurata diffusione verificatasi negli ultimi anni. E’ tuttavia vero che molti ambiti stanno iniziando a beneficiare di questo sviluppo e che uno dei perimetri applicativi più evoluti è rappresentato dalla supply chain. Di seguito cercheremo di capire come la blockchain potrebbe davvero rivoluzionare e far evolvere la supply chain.

 

Cos’è ora la blockchain?

La Blockchain è una tecnologia che permette la creazione ed il mantenimento di un grande database distribuito per la gestione di transazioni; tale database è immutabile, crittograficamente protetto ed utilizza, per mantenere il sistema in armonia, il cosiddetto proof-of-work.

In altri termini: la blockchain è una rete di tipo peer-to-peer, priva di un’autorità centrale che gestisce il flusso di dati. Ciò significa che i partecipanti, costituiti fisicamente dai server di ciascun utente, chiamati nodi, controllano la network della blockchain nella sua totalità.

La blockchain è immutabile, ciò significa che qualsiasi transazione che ha luogo all’interno di questo sistema viene registrata in modo permanente e chiunque lo utilizzi è in grado di vedere e controllare i dati registrati. Ogni blocco è un archivio per tutte le transazioni e per tutto lo storico di ciascuna transazione; le modifiche possono avvenire solamente dopo l’approvazione dei nodi appartenenti alla rete.

Tutti i dati sono decentralizzati e tracciabili ed il database non può essere hackerato. Inutile sottolineare che questa proprietà risulta molto utile quando si ha a che fare con informazioni sensibili.

 

Come funziona?

La Blockchain è costituita da una sequenza di blocchi che archiviano un insieme di transazioni validate da nodi e correlate da un marcatore temporale, chiamato Timestamp. In questo senso è cruciale la funzione hash: una funzione algoritmica informatica, non invertibile, che mappa una stringa di lunghezza arbitraria in una stringa di lunghezza predefinita. La funzione hash consente di identificare ciascun blocco in modo univoco e permette il collegamento con il blocco precedente tramite identificazione del blocco precedente.
Nella blockchain, ogni transazione completata viene rappresentata cronologicamente sul blocco e viene poi collegata alle precedenti per formare la catena. La modalità stessa di funzionamento contribuisce al mantenimento della riservatezza delle informazioni e dell’anonimato, indipendentemente dal modo in cui la tecnologia viene utilizzata.

Ciascuno di questi blocchi contiene importanti informazioni riguardanti le transazioni, come ad esempio la valuta, l’identità, i titoli di proprietà, i diritti digitali, o molto altro.

Grazie alla possibilità di archiviare informazioni e mantenerle in sicurezza, la blockchain è particolarmente adatta per connettere persone o soggetti distribuiti in tutte le parti del mondo.

Una volta che un blocco viene completato, diventa parte permanente del ledger o Libro Mastro e viene archiviato in maniera sicura. Ciascun utente ha una copia della  blockchain (Libro Mastro) e tutti possono controllarla, visionarla, e, a seconda della tipologia di governance che regna nella blockchain in questione, modificarla.

Perché un nuovo blocco di transazioni sia aggiunto alla Blockchain è necessario controllarlo, validarlo e crittografarlo, ovvero creare un codice unico che nasconda tutte le informazioni racchiuse in ciascun blocco in modo da proteggerne la segretezza. Per fare questo è necessario che venga risolto un complesso problema matematico che richiede un considerevole sforzo in termini di potenza e di capacità di calcolo. Il Miner (si tratta degli utenti che mettono a disposizione del network le risorse computazionali) che riuscirà a risolvere il problema avrà diritto di validare il blocco con la presentazione della già citata proof-of-work, ovvero la prova della risoluzione del problema; questo è tuttavia solo uno dei tanti algoritmi di consenso.

La blockchain si presta ad innumerevoli potenziali applicazioni. In questo momento rappresenta la forza trainante che ha permesso al bitcoin di diventare così popolare, ma è certo che cambierà molti altri aspetti del mondo. A prima vista può apparire solo una semplice idea o solo un ledger che tiene traccia delle transazioni, ma è così efficiente ed intuitivo da utilizzare che molte piattaforme per diverse applicazioni sono già in uso.

 

Applicazioni della blockchain nella supply chain

Grazie alla blockchain le aziende coinvolte in una specifica supply chain possono disporre di un database digitale dove vengono aggiornate in tempo reale transazioni e movimenti delle merci. La semplicità dello strumento non deve però sminuire le sue potenzialità.

I benefici derivanti dalla sua applicazione riguardano l’ottimizzazione dei processi, una maggiore resilienza, un rinnovamento del business model (che consente un fattore disruptive per competere nel mercato), l’eliminazione di problemi legati alla fiducia tra gli attori e maggior efficienza grazie ad una Agile Supply Chain. Tutto ciò viene ottenuto dall’esecuzione di smart contracts, data analytics e combinando la blockchain con altre tecnologie come IoT e Cloud computing.

 

Procurement: più visibilità e maggior risparmio

Le aziende negoziano scontistiche basate ad esempio sul volume di prodotti acquistati. Attualmente, i vantaggi di costo legati alla possibilità di estendere la funzione acquisti a più attori sono contrapposti alle difficoltà di tenere traccia del volume relativo derivante dai singoli partner. Ad oggi, nelle grandi imprese vengono allocate molte persone con lo scopo di definire i guadagni legati all’attività di contrattazione. È possibile eliminare questi costi. Attraverso l’utilizzo della blockchain i dati delle operazioni di acquisto potrebbero essere registrati automaticamente, ed in tempo reale, individuando il soggetto responsabile dell’attività. In questo modo risulterebbe più semplice attribuire i benefici legati all’ottenimento di un determinato rapporto quantità/prezzo alla risorsa in questione.

 

Dati e analytics: dati migliori, risultati migliori

Per compensare informazioni incomplete o imprecise riguardo la quantità e la collocazione di prodotti o materiali, derivanti da un’inefficace osservazione della domanda in un determinato periodo, le aziende sono spesso costrette ad aumentare il volume delle giacenze di magazzino. Anche se il costo di tali giacenze è minore rispetto a una vendita mancata, è ben lontano dall’essere gratuito (si incorre infatti in ulteriori costi come, ad esempio, quelli derivanti dall’obsoloscenza dei prodotti tecnologici). La blockchain in questo caso garantirebbe un monitoraggio della domanda più accurato e un miglioramento delle previsioni. Ne beneficerebbe tutto il sistema con particolare rilevanza relativamente ai fabbisogni dipendenti. In tal modo si garantirebbe un livello di servizio maggiore con livelli di stock decisamente inferiori e limitando di molto il rischio di stock-out.

 

Smart Contracts

Ogni volta che viene stipulato un contratto tra aziende, i tempi di consegna e di pagamento sono differiti: la merce viene consegnata ed i pagamenti vengono effettuati successivamente alla consegna. Nei contratti si definisce un periodo di pagamento, tuttavia nella realtà questi tempi spesso si allungano oltre i termini concordati. Quando l’erogazione della prestazione o della fornitura avviene in un momento antecedente alla riscossione del pagamento, si crea un disallineamento che porta ad un aumento del capitale circolante figlio dei crediti a breve termine.

Attraverso l’ausilio di smart contracts, nell’utilizzo del protocollo Blockchain, sarebbe possibile digitalizzare i contratti stipulati tra le imprese, coinvolgendo contemporaneamente operatori logistici e banche.

Così facendo ad esempio, al momento della consegna della merce, potrebbe essere inviata automaticamente una prova dell’avvenuta ricezione, contestualmente una fattura potrebbe essere emessa e pagata dal sistema bancario una prova di essa. Un simile utilizzo indurrebbe una riduzione di capitale circolante e semplificherebbe drammaticamente le operazioni finanziarie.

 

Sync: esclusione dei manipolatori

L’eliminazione di un’entità centralizzata è una delle caratteristiche intrinseche dei database distribuiti. Questo permette di non avere più una figura centrale proprietaria dei dati e quindi un unico punto di hackeraggio. Grazie alla sincronizzazione e al fatto che ogni partecipante possiede la propria copia completa del database, nel caso in cui uno degli utenti cerchi di modificare i dati contenuti nei blocchi, il ledger non sarebbe più sincronizzabile con il resto del sistema e ne verrebbe immediatamente escluso, eliminando così problemi di compromissione dei dati.

 

In che modo la blockchain può essere utilizzata nella quotidianità della supply chain?

Un esempio di applicazione pratica di questa tecnologia lo si può ritrovare nei settori in cui vengono stipulati contratti di franchising. Vi sono esempi nel settore della ristorazione od in quello alberghiero. In questi casi, in cui il franchisee deve garantire gli standard qualitativi dei prodotti e dei servizi offerti dal franchisor, il sistema blockchain potrebbe essere fondamentale nella condivisione di informazioni legate all’esportazione, all’importazione, al confezionamento ed alla vendita al consumatore dei prodotti, garantendo così un continuo e costante monitoraggio sulla filiera produttiva di cui beneficerebbero tutte le parti coinvolte: franchisor e franchisee e consumatore finale.

La supply chain tipica ad esempio del settore alberghiero comprende prodotti utilizzati dal servizio di ristorazione, come alimenti, altri prodotti necessari al servizio come prodotti da bagno, prodotti per la pulizia degli ambienti e diverse altre diverse categorie. Vi sono quindi molti elementi constituiscono la supply chain di un hotel. Solitamente i prodotti vengono importati da diverse zone geografiche, spesso nel corso del processo vengono coinvolti diversi attori, sicuramente risulta complicato dare evidenza degli standard qualitativi dei prodotti utilizzati.

Ad esempio, i chicchi di caffè possono essere acquistati dalla Colombia, importati, lavorati e distribuiti ai vari rivenditori locali attraverso i quali infine l’hotel od il ristorante si procura il prodotto per servirlo al cliente.

Questo intero processo, dalle colture alla tazza del cliente, di esportazione, importazione, confezionamento e distribuzione ha dei punti deboli che, se il processo non può essere monitorato in maniera costante, possono condurre conseguenze pesanti. Un processo come quello descritto può richiedere più di quaranta passaggi di mano. Si pensi alla semplificazione ottenibile nel caso in cui le parti raggiungessero un accordo per effettuare le transazioni all’interno di una blockchain privata. La blockchain porterebbe completare e dare immediata visibilità a venditori e produttori, mentre i pagamenti potrebbero essere eseguiti sulle basi di smart contracts.

La Blockchain porterebbe numerosi vantaggi al franchisor che avrebbe così un controllo totale sul rispetto degli standard dei franchisee e completa visione sull’origine e lo status della produzione dei beni. In secondo luogo, i dati registrati consentirebbero al cliente finale di verificare autonomamente la qualità del prodotto consumato, avendo la certezza di consultare una fonte sicura e non compromessa.

 

Scritto da Alessandro Marin

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